Simona Molinari risponde alle 7 domande importanti!

“7 Domande importanti!” è una intervista umanista a personaggi talentuosi che si raccontano non in funzione del proprio successo, ma delle loro potenzialità interiori e relazionali.

1. Qual è la tua idea di felicità?

Parlare di felicità è come parlare dell’amore: complicatissimo!

Io credo che tutti noi nasciamo con dei bisogni naturali, (mangiare, bere, essere amati e coccolati, amare, desiderare). Man mano che cresciamo, il mondo ci riempie la testa di bisogni imposti che ci fanno dimenticare quelli primari.

Spesso, quindi, ci ritroviamo a vivere le nostre giornate per raggiungere degli obiettivi che non sono nostri davvero. Investiamo il nostro tempo per qualcosa che ci dà  una felicità labile, veloce, verticale.

Raggiunto l’oggetto del nostro desiderio imposto, viviamo un senso di vuoto, che riempiamo con un nuovo desiderio, suggerito dai media, da un influencer ecc.

Arriviamo quindi a pensare che saremo felici con un corpo nuovo, con una borsa nuova, con più soldi, con una vacanza alle Maldive..ecc.

La velocità di questi tempi se da un lato ci dà la sensazione di essere più performanti, dall’altra ci sfianca e ci fa distogliere da un’attività che non dovremmo mai dimenticare: l’ascolto di noi stessi.

Pochi sono davvero in linea con i propri desideri profondi.

La felicità è uno stato d’animo che portiamo dentro e non dipende da fattori esterni. Ma dobbiamo investire il nostro tempo in ciò che davvero ci realizza.

Certo detta così può sembrare utopia.

Investire il proprio tempo sulle nostre priorità profonde, significa mettersi a tavolino e costruire progetti affinché quelle priorità possano sempre essere salvaguardate, attraverso scelte non guidate da un desiderio disordinato, ma da obbiettivi prescisi, per il raggiungimento dei quali sei disposto a fare rinunce e fatica. Felicità a rilascio prolungato è dare un senso alla vita, conoscendo i propri desideri profondi e facendo progetti per costruirli, poi tornandoci per abbellirli ogni giorno.

2. Come reagisci agli eventi negativi? Come li affronti? Cosa fai per non lasciarti travolgere?

Ho la stessa reazione che avrei se fossi in mezzo al mare e vedessi arrivare un’onda enorme: mi faccio travolgere dalla corrente senza opporre troppa resistenza.

Non so se hai visto il film “inside out”, di solito negli eventi negativi faccio silenzio: non rispondo al cellulare, se posso vado al mare, penso e aspetto, abbraccio la tristezza e la ascolto.

Di solito quando l’onda passa io sono ancora a galla un po’ più forte di prima e ricomincio a nuotare.

3. C’è una virtù che senti debole in te e che vorresti migliorare? Se sì, quale e perché?

Vorrei essere più energica, costante e ambiziosa. Da sola spesso non riesco a prendere carica, ho bisogno di persone che mi danno forza.

4. Che strategia (o quale tua qualità) usi per risolvere i conflitti?

Uso l’empatia. Io parto dal presupposto che i conflitti nascano sempre per qualche equivoco nella comunicazione.

Credo che ció che puoi comprendere non può ferirti. Quindi cerco di ascoltare e capire l’altro per poi trovare un modo per farmi comprendere e per trovare un compromesso. Non c’è conflitto che non possa risolversi se c’è la volontà di farlo.

5. Come si fa a riconoscere la propria vocazione? Tu, come hai fatto?

Io sono stata molto fortunata perchè in seconda elementare fui selezionata nella mia classe per un corso di canto.

Per me era molto semplice cantare da bambina, e vedere l’espressione contenta delle persone intorno, quando cantavo, mi faceva sentire importante.

Piano piano ho iniziato ad amare profondamente il canto senza poterne fare a meno.

6. Credi nella speranza? Se si, come esprimi questa speranza nella tua vita, nelle tue relazioni e nel tuo lavoro? In caso contrario, perché?

Per sperare occorre saper desiderare e avere dentro il cuore la sensazione che se ti impegni il tuo desiderio può diventare realtà.

Non costruisci niente se pensi che il tuo impegno non sarà mai ripagato.

Secondo me  la speranza va coltivata e rafforzata da bambini ed è compito dei genitori dare la sensazione ai figli che le cose possono accadere davvero.

Io cerco di farlo con mia figlia costruendo insieme desideri che poi riusciamo a raggiungere nel tempo. Ma cerco anche di darle la sensazione di non essere sola. La sensazione che qualcuno al di sopra di lei la ama e si occuperà di lei. Sperare infatti è avere fiducia oltre che in te stesso, in qualcosa di più grande di te, che osserva e ama il mondo. Io credo in Dio, per me la speranza è una realtà.

7. Qual è la metafora della tua vita?

La metafora della mia vita è quella dell’aragosta.

“L’aragosta è un animale morbido e soffice, vive dentro un rigido guscio che non si espande mai. Mentre cresce, il guscio diventa sempre più stretto e scomodo, tanto che l’aragosta non può fare altro che liberarsene. Sentendosi sempre più sotto pressione e a disagio, va quindi a nascondersi tra le rocce. Lì, più vulnerabile che mai, lascia andare il vecchio guscio e si adopera per crearne uno nuovo che possa adeguarsi alle sue necessità. Ad un certo punto, continuando a crescere, anche questo guscio diventa stretto e scomodo. Allora, torna sotto alla sua roccia e ripete il processo, ancora e ancora.”

Io riconosco in me un forte istinto per la sopravvivenza e so esattamente quando liberarmi del guscio per evolvere. Ogni cambiamento porta in sé una quota di dolore a cui so che non posso sottrarmi se voglio crescere, e allora me lo vivo tutto e vado avanti. La salita è dura ma è dalla cima di una montagna che puoi vedere il panorama.

Illustrazione di Michele Grimaldi

Cantautrice e musicista jazz tra le più apprezzate del panorama musicale italiano, SIMONA MOLINARI  ha collaborato e duettato con artisti di fama mondiale tra i quali citiamo Al Jarreau, Gilberto Gil, Peter Cincotti, Andrea Bocelli, Ornella Vanoni, Lelio Luttazzi, Renzo Arbore, Massimo Ranieri, Fabrizio Bosso, Franco Cerri, Stefano Di Battista, Dado Moroni, Roberto Gatto, Roy Paci e Danny Diaz.In Italia è maggiormente nota al pubblico per la hit radiofonica In cerca di te e per le due partecipazioni al Festival di Sanremo nel 2009 con il brano Egocentrica e nel 2013 incoppia con il jazzista newyorkese Peter Cincotti con il brano La Felicità che ha raggiunto il Disco d’Oro.L’artista è stata inoltre coinvolta nella colonna sonora del Film “Tiramisù” di Fabio De Luigi ed è stata impegnata in una lunga tournée che ha superato 100 concerti in Italia e nel mondo: dal Blue Note di New York  al Teatro Estrada di Mosca, dall’Arena di Umbria Jazz  al Premio Tenco solo per citarne alcuni. “MALDAMORE” è il primo singolo estratto del nuovo lavoro discografico di SIMONA MOLINARI, confermando così il suo talento unico. Per scoprire contenuti inediti seguila su:FACEBOOK / TWITTER / INSTAGRAM / SPOTIFY 

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