Gloria Peritore risponde alle 7 domande importanti!

“7 Domande importanti!” è una intervista umanista a personaggi talentuosi che si raccontano non in funzione del proprio successo, ma delle loro potenzialità interiori e relazionali.

1. Qual è la tua idea di felicità?

Per me la felicità è quando riesco a trovare la tranquillità e l’equilibrio. Penso che la felicità si nasconda in ogni cosa che facciamo, possiamo ritrovarla nelle piccole cose come una serata in famiglia, o dopo aver vinto un titolo mondiale. Basta saperla riconoscere e darle il giusto valore. Impossibile essere sempre felici, a causa anche delle mille influenze esterne. Per questo penso che la felicità ce la portiamo dentro e che va coltivata, dando sempre il giusto valore alle cose e agli eventi.

2. Come reagisci agli eventi negativi? Come li affronti? Cosa fai per non lasciarti travolgere?

Non è facile non lasciarsi travolgere, siamo umani. Per quel che mi riguarda, essendo una persona, qualche volta mi lascio travolgere. La prima cosa che cerco di fare è esternare come mi sento con le persone care, che potranno consigliarmi o anche solo liberarmi la mente, perché poi alla fine, le soluzioni sono quasi sempre dentro di noi.

Gli eventi negativi della mia vita mi hanno sempre spinto a fare del mio meglio per uscirne, cerco di ovviare al problema o alla situazione negativa, magari con il famoso “piano B”. Sono arrivata alla conclusione, che un piano B c’è sempre o possiamo trovarlo, anche se alcuni eventi sono fuori dal nostro controllo. Più si riesce ad uscire da situazioni negative, più ci rafforzeremo e saremo pronti per affrontare tutti gli ostacoli che verranno.

Sicuramente un buon modo per non lasciarsi travolgere dagli eventi negativi, è concentrarsi su sé stessi e sulle proprie potenzialità. Pensare che dopo un sacrificio o un dolore, sicuramente ci aspetta qualcosa di buono, se semineremo sempre del bene. Sono una grande fan del “pensiero laterale”, che consiste nel trovare soluzioni “creative” o vie alternative ad un determinato problema, osservandolo da diverse angolazioni e non basandosi per forza su una soluzione “logica”.

3. C’è una virtù che senti debole in te e che vorresti migliorare? Se sì, quale e perché?

Vorrei essere più tollerante nei confronti di certe situazioni, soprattutto di quelle che provengono dall’esterno. Essendo mediaticamente molto esposta, qualche volta mi lascio mettere di cattivo umore dalla negatività di alcune persone che magari non mi conoscono ma mi giudicano, al posto di passare avanti.

4. Che strategia (o quale tua qualità) usi per risolvere i conflitti?

Solitamente i conflitti nascono dalla mancanza di rispetto o di lealtà, o semplicemente da incomprensioni. Nell’ultimo caso, sono aperta al dialogo e sono una di quelle persone che pensa che “parlando si risolve sempre tutto”.

Mentre se qualcuno mi manca davvero di rispetto, purtroppo riesco a tirare su un muro e a non tornare più indietro soprattutto se a queste persone ho dato la possibilità di “evitare il conflitto”. Premetto che pochissime volte nella mia vita è successo, ma quelle poche volte ho tagliato tutti i ponti. Non possiamo essere compatibili con tutti, ma per fortuna mi capita raramente.

5. Come si fa a riconoscere la propria vocazione? Tu, come hai fatto?

Penso che la vocazione sia qualcosa di profondo in noi. Nel mio caso, la vocazione non è la kickboxing o la discipline che pratico, piuttosto la vera vocazione è combattere. Oltrepassare i limiti e raggiungere degli obiettivi, battersi per qualcosa in cui si crede. La kickboxing per me è solo un mezzo. E questo l’ho capito negli anni, mettendomi alla prova. Se facessi a me stessa la domanda: perché combatti? Ti assicuro che la risposta non sarebbe sicuramente “perché voglio io tutti i titoli esistenti”… ma perché tutte le volte che raggiungo il mio obiettivo, mi sento piena e cambiata. Questo però non mi succede solo sul ring, ma mi succede ad esempio anche quando faccio i seminari antiviolenza e magari, nel mio piccolo, riesco con i miei racconti a trasmettere qualcosa di buono a delle donne in difficoltà o a trasmettere il coraggio. Quando una ragazza mi ringrazia perché l’ho aiutata in qualche modo provo una sensazione di vittoria. Penso di combattere perché vorrei essere un buon esempio da seguire.

Penso che molte altre persone abbiano una vocazione dentro di sé che possono esprimere in tanti modi, che portano però ad un solo obiettivo o una missione.

Io ho riconosciuto la mia vocazione buttandomi in alcune cose che mi facevano davvero paura. Come iniziare ad allenarmi da sola, in una palestra che avevo visto per caso su internet. Scegliendo di punto in bianco uno sport duro, mentalmente e fisicamente, quando nessuno se l’aspettava. Ancora qualche vecchio amico mi dice: “Non posso credere che tu combatta a questi livelli, mi ricordo che qualche anno fa avevi paura pure della tua ombra…”

6. Credi nella speranza? Se si, come esprimi questa speranza nella tua vita, nelle tue relazioni e nel tuo lavoro? In caso contrario, perché?

Credo che il futuro sia nelle nostre mani, non ho mai fatto troppo affidamento sulla speranza. Penso che il futuro dipenda per il 99% da quello che seminiamo, l’1% possiamo lasciarlo alla speranza che quello che desideriamo accada. Quell’1% solitamente, è al di fuori del nostro controllo.

Questo vale soprattutto nel lavoro e nelle relazioni, so per certo che poco può essere lasciato alla speranza. Personalmente, il mio concetto di speranza forse si concentra più sulle persone a cui voglio bene e alle cose che sono totalmente fuori dal mio controllo…

7. Qual è la metafora della tua vita?

Non è una vera e propria metafora, ma è una frase che mi ripeto spesso:

“I nostri sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi”.

Illustrazione di Michele Grimaldi

Gloria Peritore, soprannominata dai telecronisti “The Shadow” durante il suo combattimento negli Stati Uniti, è originaria di Licata, Sicilia. Ha iniziato la sua carriera e per anni si è allenata a Firenze con il maestro Paolo Morelli. Negli ultimi anni ha disputato diversi combattimenti a livello internazionale partecipando a eventi di livello mondiale come Bellator ed Oktagon, due delle organizzazioni più importanti al mondo per la Kickboxing e le Mma, oltre che a prestigiosi galà in Cina, Francia e Spagna. Ha conseguito numerosi successi sportivi anche nel dilettantismo, tra cui si evidenziano: vice campionessa italiana Light Contact 2011; campionessa italiana Light Contact 2012; Campionessa Italiana Contatto pieno 2012; Campionessa mondiale Dilettanti Wtka 2012;  campionessa Mondiale ISKA Dilettanti 2014 (Campionati del mondo Iska– Lloret de Mar Spagna); Ha esordito nel professionismo solo dopo due anni di attività, di seguito i maggiori risultati:vincitrice di Oktagon 2015; vincitrice di Oktagon 2016 per KOT (Venum Victory World Series) e vincitrice di Bellator Kickboxing 2016 (St. Louis, Stati Uniti). Gloria è stata la prima donna italiana a vincere il Bellator e a disputare il primo Titolo Mondiale di Bellator a Firenze nel 2016, perso per un soffio per giudizio non unanime. Inoltre è stata campionessa italiana sia nel 2014 che nel 2015, vincitrice del torneo a 4 Muay Thai Time a Genova, fino a vincere nuovamente Oktagon nel 2017 contro la fortissima Lizzie Largilliere. Gloria vanta 3 partecipazioni a Bellator ed un totale di 5 ad Oktagon, quest’ultimo è un record rispetto a tutte le altre fighters italiane. Gloria è molto attiva nella lotta contro la violenza sulle donne, è stata scelta dal comune di Firenze come Testimonial di “Donne in Guardia” e sta portando avanti diversi progetti soprattutto a Napoli. Ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti nel corso della sua carriera come ad esempio “Personaggio Per lo Sport” a Firenze nel 2016 e ha ricevuto il prestigioso premio Villa Vogel a Firenze per meriti sportivi. Inoltre è stata eletta “Best Fighter Of The Years FIGHT1” nel 2016. Inoltre, nel 2018 è stata eletta “Leggiadra Madonna di Firenze”, che nella storia era identificata come la donna più importante della città, al quale è dedicata la finale del Calcio Storico Fiorentino.

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