Allenare la solidarietà!

𝗢𝗴𝗴𝗶 è 𝗹𝗮 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗿𝗶𝗲𝗿à 𝗶𝗻𝗱𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝗢𝗡𝗨. 𝗣𝘂ò 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼? 𝗦ì.

Le parole lo fanno. Sono vive. È la lora forza e la loro contraddizione.
La solidarietà ha mutato il suo significato tante volte.
La parola “solidarietà” deriva dal latino giuridico e in origine aveva un significato molto diverso da quello attuale. Infatti il sostantivo latino “solidum”, oltre a significare “duro, compatto o robusto”, nella terminologia giuridica assumeva il significato di “pieno, intero” e indicava l’obbligo di un eventuale creditore a pagare un debito integralmente.
Poi con la rivoluzione francese è diventato un principio etico riservato alla fratellanza fra concittadini.
E per molto tempo si era solidali per categorie, pensiamo ai sodales delle corporazioni.
Da principio etico divenne norma con la Costituzione Italiana che la inserisce nel secondo articolo.
In seguito, negli anni ’80, fu la Chiesa Cattolica a sdoganarene il significato attuale rendendo la solidarietà un principio che lega i popoli tra loro non solo attraverso l’interdipendenza economica (e ci sto andando leggero), ma soprattuto attraverso il principio ontologico che ci lega gli uni agli altri per motivi naturali: come umanità!
 
Però oggi viviamo una regressione incredibile di questo concetto fluido che fin dagli esordi cercava un posto “solido” nel cuore degli individui. Un’umanità solida è un’umanità che si raccoglie attorno al fuoco sacro della dignità di tutti come bene comune.
 
Oggi, più che mai, ognuno di noi è responsabile di ogni persona sulla faccia della terra e della terra stessa.
 
La solidarietà di prossimità o “corporativa” non è solo anacronistica è un pericolo per il pensiero e per la crescita individuale e sociale.
 
Perchè? Perchè frammenta il genere umano, non lo rende solido. Nega se stessa.
 
Costruire legami solidi nella vita è una necessità per lo sviluppo personale, ma questo legame trascende la comunità di riferimento e si estende, con urgenza, a tutto il globo.
 
Chi non vive queta urgenza non è solidale.
Chi è gentile, non è solidale. è solo gentile.
Chi fa la beneficenza, non è solidale. Sta condividendo qualcosa.
 
La solidarietà è un principio etico che trascende i nostri confini e si trasforma in azione sociale e politica.
 
Come?
 
Con l’uso di un linguaggio attento che apra le porte a domande continue.
 
Chiedersi con curiosità cosa possa fare io?
 
Educarsi all’empatia, alla condivisione, alla speranza e al coraggio.
 
Responsabilizzarsi costantemente attraverso la partecipazione locale e internazionale.
 
Corstruire una narrazione sentimentale che contrasti i pregiudizi, il rancore, la paura.
 
Costruire con le persone vicine una cultura dell’abitare e dell’accoglienza.
 
Sostenere chi sostiene il genere umano.
 
Non dimenticare chi siamo.
 
Non dimenticare.
 
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