Conosci Te Stesso! Ma come? #1

Conosci te stesso! Ma come? È la domanda che molte persone mi fanno come coach! Domanda che non è per niente retorica. Perchè se ormai il pensiero di Socrate è stato sdoganato e un po’ tutti noi sappiamo della necessità di conoscere se stessi per diventare se stessi, molti sono confusi da questo (enigmatico?) processo.

Confusi proprio nella parte iniziale: nelle fondamenta di questa conoscenza interiore che a tratti ci spaventa e a tratti ci disorienta. Per usare una metafora: abbiamo chiaro sopra di noi il vertice della piramide, ma una nebbia ci nasconde la base!

Spesso mi capita di seguire persone che hanno un’idea molto precisa di come vogliono essere, ma si scontrano con ciò che sono e che non cambia. O se cambia, a volte, lo fa apparentemente fuori dal loro controllo. Perchè ammettiamolo: per quanto sia evidente che tendere all’eticità, all’autenticità, ai valori e ai talenti sia la strada da percorrere è necessario fare i conti con il fatto che il percorso non solo è difficile, ma soprettutto offre ostacoli concreti che demoralizzano già alla partenza.

Nonostante io sia convinto che la maieutica offra uno strumento valido per iniziare un processo di miglioramento personale e di cambiamento concreto, sono anche convinto che una fase di studio su come siamo fatti (e su come è fatta la nostra mente) è necessaria per facilitare la trasformazione o almeno per operarla in modo più consapevole.

Per spiegarmi ho attinto alle mie doti di grafico e ho realizzato la seguente immagine!

conosci te stesso 2

Come potere vedere dalla figura: dentro di noi ci sono numerosi elementi che se non armonizzati possono spostarci verso uno dei due estremi: quello granitico – quando un atteggiamento (che spesso nemmeno noi condividiamo!) ci condiziona e ci fossilizza in una forma scontata e per niente flessibile – e quello caotico – quando le emozioni e alcuni pensieri negativi (che sappiamo essere solo una parte della nostra grande interiorità) ci impediscono di vivere una vita in sinergia con gli altri e il contesto.

Ecco perchè aver chiaro “di cosa siamo fatti” è utile per scegliere poi gli allenamenti giusti che ci accompagneranno nel raggiungimento dei nostri obiettivi e della nostra felicità.

Quali sono questi elementi?

Eccone alcuni di cui spesso abbiamo una definizione approssimativa e che si sfalda immediatamtne quando affrontiamo un percorso di crescita; potremmo definirli “i magnifici 7 della mente”:

  1. i pensieri;
  2. i sentimenti;
  3. le sensazioni;
  4. le percezioni
  5. i ricordi;
  6. i paradigmi;
  7. gli atteggiamenti.

E adesso, da buon coach, ti propongo una sfida:

Hai mai riflettuto su ‘i magnifici 7″ della mente’?

Prova a dare una loro definizione (se vuoi puoi anche inviarmi il tuo esercizio scrivendomi qui), ma senza usare google. Non è una gara, è in ballo la tua capacità di conoscerti e migliorarti!

Conosci te stesso! Ma come? #2

Conosci te stesso! Ma come? #3

 

9 comments

  1. Interessanti gli stati granitico e granulare.
    Le domande che mi sono sorte istintivamente leggendo l’articolo:
    1. Sentimento, percezione e sensazione fanno parte della mente? 2. Siamo composti quindi solo da mente?
    3. Conoscere me stesso è quindi solo conoscere la mia mente?
    4. Conoscere la mia parte emotiva può essere utile per conoscere me stesso?
    5. Conoscere il corpo quanto incide nel conoscere se stessi?
    6. Conoscere i magnifici 7 diventa un processo esaustivo per essere felici?

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  2. Provo!!!
    La sensazione è quella cosa che senti nello stomaco a causa di un evento esterno
    La percezione è il MESSAGGIO che ti arriva
    I paradigmi sono i copioni familiari.. l’esempio che ti arriva dall’esterno
    I Ricordi sono ciò che resta di un evento vissuto in passato è ciò che torna alla mente alla memoria
    Gli atteggiamenti sono un modo di fare e di essere che assumi a volte per abitudine a volte a causa della situazione che stai vivendo
    I pensieri sono ciò che gira nella mente e nello stomaco, inconsciamente e consciamente e che creano poi sogni desideri castrazioni opinioni..
    I sentimenti sono come un’emozione ma più profonda e lunga nel tempo

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    1. Ciao Bruna, grazie per esserti messa in gioco, complimenti! Più avanti spiegherò i magnifici 7 e potrai comparare le tue risposte. Ovviamente la questione è molto più complessa, ma qui cercherò di spiegare come lavora un life coach in tutto questo labirintico mondo che siamo.

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  3. Ciao Danilo, grazie per le tue domande. Risponderò in modo NON ESAUSTIVO perché conto di scrivere altri a articoli su questo argomento per condividere la prospettiva da life coach.
    In questa prima fase cerco solo di far chiarezza sui termini. Non tento di esplorare il significato psicologico. Di contro dal punto di vista psichico i magnifici 7 sono una bella mappa di come mentalizziamo. Andiamo per ordine:
    1. Secondo Siegel si.
    2. No. In questo caso voglio solo che il mio linguaggio e quello di chi mi legge sia chiaro. I magnifici 7 spesso significano cose diverse per persone diverse e quindi rischiano di confondere il dialogo.
    3. Come dicevo nell’articolo dal mio punti di vista questa è la base delle piramide. Quindi no, non basta conoscere la mente, ma è un buon punto di partenza conoscere il linguaggio con cui mi esploro.
    4. Secondo me è fondamentale conoscere L propria parte emotiva, ma credo che vada legata al sentimento che mi spinge verso la verticalità della vita.
    5. Conoscere incide sempre. Conoscere il corpo è utile, del resto il cervello che ospita la mente è corpo. I sensi appartengono al corpo e così via.
    7. No, per niente. Conosci magnifici 7 è utile solo perché permette a me e a te di capirsi quando parleremo di come essere felici, we mai ne avremo l’occasione!

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  4. I pensieri sono la forma dell’attivazione del nostro cervello: non si vive senza pensare, pensiamo continuamente, i pensieri sono un po’ il modo che abbiamo di elaborare sentimenti, sensazioni, percezioni e ricordi. Il pensiero è una sintesi di tutto quello che abbiamo esperito dalla nascita fino al momento stesso in cui li elaboriamo.
    I sentimenti sono stati d’animo duraturi, che differiscono dalle emozioni, che invece hanno la
    Caratteristica di essere momentanee. La paura, la rabbia, la gioia, la tristezza, il disgusto (e così ho finito i personaggi di insideout 😜) sono tutte emozioni. L’amore, invece, è un sentimento. Da un punto di vista scientifico, le sensazioni sono date dall’attivazione del sistema atto ad esperirle. Mentre le percezioni sono le stesse sensazioni che acquisiscono un significato particolare per il soggetto che le esperisce, come ad esempio succede nelle persone che hanno un difetto nella funzione visiva cosiddetta superiore: esse possono vedere normalmente un oggetto, ma l’oggetto non acquisisce un significato percettivo perché manca una elaborazione da parte della corteccia visiva. Diciamo che le sensazioni sono uno strumento, mentre le percezioni sono come noi lo utilizziamo. I ricordi, be’ sono tutte le esperienze che abbiamo avuto nella vita, possono riguardare sia la sfera pratica che quella emotiva. Il ricordo forse più importante ai fini della sopravvivenza è fornito dal dolore: l’esperienza del dolore, della fiamma che brucia, ci rimane così impressa che per sempre sapremo quanto faccia male toccare una fiamma. I ricordi costituiscono il nostro io, ci autodeterminano, bene lo sanno colori i quali hanno vissuto o vivono con una persona malata di Altzheimer. I paradigmi sono le storie. Tutta la nostra tradizione, e con nostra intendo “umana”, si basa su paradigmi, su tradizioni, su favole e fiabe che attraverso un esempio vogliono tramandare un insegnamento. Infine, gli atteggiamenti credo siano un modus agendi di fondo che ognuno ha nei confronti della vita. Fanno parte dei tratti di personalità, un po’ sono dovute alle esperienze che abbiamo avuto nel corso della nostra vita, un po’ a come noi le abbiamo elaborate.

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